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Mercoledì 24 luglio - 18 Agosto 2002
Ancona - Mole Vanvitelliana

SalàmShalòm
Mostra di pittura

curatore: Myriam Zerbi
grafica:
Marzia Luchetti

orari di apertura: dal martedì alla domenica, dalle 18.00 alle 22.00
giorno di chiusura: lunedì
ingresso libero
info.: 071/203045
ufficio stampa: Silvia Veroli

 

inaugurazione mercoledì 24 luglio ore 18.30
interventi musicali del Dvakuna Duo.

In arabo e in ebraico, entrambe lingue semitiche, la parola "pace" ha radici comuni essendo fondata sulle stesse lettere. In un presente storico così tragico e delicato in cui ci si infiamma parlando di scontro di civiltà, fondamentalismo, antisemitismo, terrorismo, la mostra, che si inaugura ad Ancona alla Mole Vanvitelliana il 23 luglio e che unisce artisti ebrei e arabi, vuole essere una pausa di meditazione che avvicina e mette in comunicazione esperienze diverse e distanti che confluiscono in un'unica aspirazione, in un solo canto per la pace fra i popoli di questo nostro pianeta.

All'interno del Klezmer Musica Festival, che da anni si tiene con successo e fa convergere ad Ancona musicisti, politici, scrittori israeliani ed arabi, quest'anno si è voluto creare un ambito dedicato alle arti visive che, parallelamente al linguaggio della musica, in cui espressioni eterogenee si armonizzano, potesse dar spazio a iniziative di artisti diversi per provenienza e formazione, che hanno in comune l' esperienza della pittura come modo di comunicare e partecipare al cammino del mondo.

Fuori dal banale, lontano dall'omologazione, l'arte dei tre artisti che partecipano a questa prima edizione della mostra, sa muovere emozioni, riportare in superficie memorie, sa scuotere coscienza e consapevolezza, sa interrogare e interrogarsi sull'identità e l'alterità, sa scavare nell'animo, sa confortare. Da questo incontro di individui e culture, non viene fuori un canto corale con note che si compongono all'unisono, ma un insieme polifonico dove ciascuna voce modula tematiche e modalità differenti per suscitare un'armoniosa eterogeneità creativa, mentre il gesto estremo a cui ciascuno e tutti tendono è quello di una deflagrazione si, ma che sia "scoppio di pace".

 

GLI ARTISTI

Hana Silberstein, israeliana, ordisce parabole di sottile levità che evocano avventure della mente, creando personaggi e situazioni sospesi in uno spazio-temporale che è un intervallo fatato in cui convivono vivificandosi sogno, reminescenze, tradizione e quotidianità. Aeree scritture accompagnano la pittura e ritagli di giornali, lacerato peso del presente, rivestono figure solenni quanto ironiche che riscoprono l'essenza più profonda di un salto da una dimensione ad un'altra o il dolore di vivere nel maestoso impaccio di un cammello che inciampa nelle sue stesse zampe, mentre il dialogo tra due esseri umani è sempre visto come ricerca di contatto nel fronteggiarsi di labirintiche diversità

 


Abdallah Khaled, nato nell'Algeria del nord, mescola nella sua pittura calda di sole colori forti propri dei suoi luoghi d'origine -che oggi dipingono i sentieri della sua anima- e impronte del suo quotidiano, rielaborando in fervida e rigogliosa materia pittorica, densa di guizzi preziosi di luce e di un serrato intreccio di segni e parole arabe, sensazioni ancestrali e storie in cui si muovono gruppi di personaggi che agiscono da ponte tra l'immobilità delle icone della memoria e le nuove forme via via plasmate dall'incessante divenire dell'io e del tutto.

 


Tobia Ravà, ebreo veneziano, ritrova nella Qabbalah, libro del misticismo ebraico, la potenza creatrice delle lettere e dei numeri, collegati da nessi semantici e intrisi di sostanza simbolica, e ne fa un fitto tessuto steso per animare immagini colte nella loro immobile e familiare bellezza. In un sistema dinamico e aperto che permette successivi livelli di lettura e penetrazione -di cui fanno parte integrante cornici e titoli (che invece di limitare il campo aprono a nuove possibilità di significato) -boschi, porticati, ponti, volti rivelano che l'altrove è il legame che luoghi, oggetti, persone possono realizzare con la spiritualità cosmica, è principio trascendente che impregna il qui ed ora, come è stato e come sempre sarà.
Per tutti questi artisti l'arte è un cammino, una necessità interiore, il rinnovarsi di una preghiera, voce che grida pace in lingue differenti perché il Dio di ogni uomo, di qualunque cultura o religione non può essere che suprema aspirazione al Bene e alla Bellezza e quindi non può in alcun modo essere associato all'idea della guerra, aberrante sistema sciaguratamente capace di dare regolarità all'orrore.

 

Dvakuna Duo, nato dall’incontro tra due musicisti del panorama musicale bolognese: Barbara Wolf (fisarmonica e voce) e Enrico Sartori (clarinetto). Il duo propone un suggestivo spettacolo-concerto di canzoni della tradizione musicale mitteleuropea, musiche klezmer e cabaret yiddish; può vantare concerti e partecipazioni a rassegne e festival internazionali